Occorre fare chiarezza sull'argomento, se ne parla molto e spesso in modo non corretto.
L'omeopatia si basa sul principio della similitudine, cioè la cura delle malattie attraverso la somministrazione di una sostanza, a bassissima concentrazione tale che non si riscontra all'analisi chimica, la quale allo stato puro è in grado di provocare nella persona sana sintomi simili a quelli presentati nel paziente.
Si utilizzano sostanze provenienti dal mondo animale vegetale e minerale di cui si conosce l'effetto farmacologico in seguito a sperimentazioni effettuate su individui sani che vengono poi sottoposte a un processo di agitazione o “dinamizzazione” che serve a potenziare l'effetto curativo.
Nell'omeopatia i sintomi di una malattia non sono visti come qualcosa da sopprimere ma come un segnale, il risultato di meccanismi di autoregolazione e di autodifesa dell'organismo che pertanto vanno regolati e aiutati.
L'organismo dei bambini ha ancora una reattività integra e un sistema immunitario molto sensibile agli stimoli dal momento che non ha ancora subito interferenze dall'esterno quindi risponde molto meglio di un adulto ai trattamenti omeopatici.
I rimedi omeopatici non sopprimono il sintomo ma inducono l'organismo a autoguarirsi con risultati duraturi nel tempo senza pesare sul fegato o sui reni.
La medicina allopatica o tradizionale è assolutamente indispensabile in molti casi e la consultazione del medico è comunque raccomandata nei bambini, ma l'uso indiscriminato e troppo frequente di farmaci importanti, come antibiotici e cortisonici, merita di essere considerato con attenzione.
E' importante sottolineare che in omeopatia è fondamentale attenersi scrupolosamente alla frequenza di assunzione, perché solo così si ottiene un risultato terapeutico soddisfacente.
la caratteristica della posologia omeopatica è: più forti sono i sintomi, più frequentemente somministrare i prodotti.
In presenza di miglioramento poi conviene diradare la somministrazione fino alla completa guarigione più un giorno.
In caso di patologie croniche e nella terapia di prevenzione occorre proseguire la terapia costantemente per almeno due mesi.