Ogni neonato associa l'atto di succhiare con il conforto del contatto con il seno materno, il calore ed il senso di protezione della mamma, l'appagamento dello stimolo dell'appetito.
In particolare nei periodi dell'interruzione dell'allattamento al seno e dello svezzamento, e più in generale in ogni momento in cui il nostro piccolo sente il bisogno di sentirsi tranquillo e protetto, lo stimolo a succhiare è naturale ed è opportuno che venga assecondato, anche se è consigliabile interrompere tale pratica entro il terzo anno di età.
Il più immediato e facile sostituto al seno materno è ovviamente un dito, solitamente il pollice, che il bebè già ben conosce perchè abituato ad esplorare le cose anche con la bocca, e l'atto di portare le manine alla bocca è molto naturale.
In alternativa è possibile abituarlo all'uso di un succhietto.
Le due possibilità non sono però per nulla equivalenti: il succhietto è decisamente più indicato per forma e consistenza, mentre il dito, considerando anche che spesso viene mosso all'interno della bocca a grattare il palato, può facilmente creare seri danni allo sviluppo corretto della dentatura e all'assetto della bocca in generale, con conseguente necessità di intervenire successivamente con apparecchi ortodontici, costi elevati e certezza di risultato non sempre garantita.
Il succhietto può inoltre essere utilizzato in modo controllato, interrompendolo gradualmente al momento più opportuno: se non viene somministrato, il piccolo abituato al succhietto non ha alternative.
L'abitudine a succhiare il pollice è viceversa ben più resistente e tende a conservarsi anche dopo il terzo anno di età.
Elenchiamo ora alcune buone regole per l'utilizzo del succhietto:
- Le caratteristiche del succhietto giusto partono dal materiale, che deve essere il più possibile morbido, in modo che la tettarella si adatti perfettamente al palato di ogni singolo bambino, ma allo stesso tempo resistente alle deformazioni e durevole (la soluzione tecnicamente migliore ad oggi è il silicone).
La forma deve essere a goccia, simmetrica e della giusta misura a seconda dell'età del bambino, per adattarsi alla dimensione della bocca, tenendo presente che i succhietti piccoli sono meno nocivi rispetto a quelli troppo grandi.
La mascherina deve essere rigida, di forma anatomica e deve adattarsi alla conformazione della bocca e del viso, al fine di evitare malformazioni dentarie ed occlusive, devono inoltre essere presenti grandi fori di areazione, che permettono al bambino di respirare perfettamente.
La presenza di ondulazioni sulla mascherina permette alla saliva di asciugarsi, evitando così le irritazioni.
Perferibilmente si dovrebbero usare succhietti senza anello, per evitare che il bimbo se lo estragga da solo; senza l'anello non sarà inoltre possibile attaccare corde o nastri, a rischio di strangolamento.
- L'uso corretto è quello di sterilizzare il succhietto per garantire l'igiene. Se durante il sonno cade, evitare di reinserirlo. Evitare anche che i genitori o altre persone lo mettano nella propria bocca, perché potrebbero trasmettere al bebè batteri, funghi o virus.
E' bene sostituire il succhietto circa ogni due mesi, per evitare che cambi forma e sapore e per fare in modo che sia sempre adeguato all'eta' del bambino.
Infine è necessario evitare di intingerlo in sostanze dolci o in medicinali. Per quanto riguarda in particolare il sapore dolce, il bambino non ne ha assolutamente bisogno per apprezzare il succhietto; se lo rifiuta, è più probabile che sia stato scelto uno strumento che non si adatta bene alla conformazione della sua bocca o del suo viso e che quindi lo senta "scomodo".
- L'abbandono del succhietto dovrebbe avvenire gradualmente entro il terzo anno di età, limitandone l'uso durante il riposo a letto, evitando l'abitudine di offrirlo come ricompensa e coinvolgendo attivamente il bambino nel processo di eliminazione.
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